MAKE UP A QUATTR... OCCHI - OCCHIALI E LENTI A CONTATTO


Gli occhiali sono sempre stati visti come sinonimo di poca avvenenza. Poi è arrivato il fenomeno dei nerd, con i vecchi "secchioni" trasformati in icone di stile. A loro soprattutto si deve lo sdoganamento di tantissime montature da vista di ogni colore e forma, da quelle rosa shocking a quelle fluo, dalle più squadrate alle più sexy. Ma c'è sempre chi, nonostante le mille alternative possibili, preferisce usare le lenti a contatto
In entrambi i casi bisogna stare molto attente a truccarsi con prodotti adatti e in modo corretto, perché la zona oculare è estremamente sensibile e soggetta a irritazioni e allergie.
Ecco alcuni consigli per applicare il make up senza rischiare fastidiosi disturbi e ottenere uno sguardo luminoso.

IL MAKE UP CON GLI OCCHIALI:
1) Si parte dalla montatura, da scegliere in base alla forma e all'incarnato del proprio viso. Esistono software che permettono di provare virtualmente molte montature e decidere quella che ti sta meglio prima di acquistarla.
2) Occorre utilizzare occhiali con lenti antiriflesso con trattamento “anti-imbrattamento” per evitare l'accumulo di depositi cosmetici sui vetri.
3) Evitare creme o fondotinta eccessivamente oleosi che possono ungere le lenti.
4) Non esagerare col trucco sugli occhi.
5) Sono consigliati ombretti di colore scuro come marrone, blu e viola che rendono lo sguardo più profondo e lo evidenziano.
6) Le donne miopi hanno l'inconveniente che le lenti rendono i loro occhi più piccoli. Per allargare l'occhio sono quindi consigliati ombretti luminosi e matite chiare, mentre il mascara nero va applicato in abbondanza.
7) Le donne ipermetropi, invece, hanno il problema opposto: le lenti ingrandiscono gli occhi. Gli ombretti chiari sono adatti anche in questo caso, ma è vietata la matita scura e il mascara va steso in piccole quantità. Gli occhi risulteranno così più piccoli.
8) Per chi ha pochissime diottrie, esistono occhiali con montature particolarmente indicate all'applicazione del trucco, perché hanno il frontale mobile: è possibile alzare e abbassare una o l'altra lente. E si possono acquistare nei negozi di ottica.

IL MAKE UP CON LE LENTI A CONTATTO:
1) È meglio applicare il make up dopo essersi messe le lenti a contatto.
2) Bisogna puntare su prodotti waterproof e a lunga durata perché gli occhi con le lenti tollerano poco gli eventuali residui di trucco.
3) Per rimuovere le tracce di make up, si consiglia di evitare prodotti che contengono sostanze alcoliche o tensioattive.
4) Fare attenzione a toccare le lenti solo con le dita pulite, accertandosi sempre che siano prive di residui di trucco.
5) È fondamentale cambiare con una certa frequenza mascara, eyeliner e cipria: nei prodotti usati per 3-4 mesi, c'è il rischio che proliferino i batteri, causa di irritazioni oculari.
6) Occorre puntare su cosmetici di qualità, meglio se ipoallergenici, più adatti agli occhi sensibili, per prevenire col passare del tempo dermatiti da contatto. I cosmetici, infatti, da 1 a 6 mesi si deteriorano. Ce ne sono anche di specifici per chi usa le lenti a contatto.
7) Non applicare mai i cosmetici troppo vicino all'occhio ed evitare prodotti grassi e quelli che contengono lanolina, dato che è una delle più frequenti sostanze allergeniche.
8) Il mascara tende a sgretolarsi dopo qualche ora dall'applicazione, si consiglia quindi di applicarne in piccole quantità.
9) Anche l'eyeliner va sostituito ogni 3-4 mesi e non va applicato sul bordo interno della palpebra, perché può facilmente creare delle irritazioni come blefariti e orzaioli.
10) Gli ombretti iridescenti o a effetto lucido, contenenti polveri dorate o argentate, possono facilmente irritare gli occhi particolarmente sensibili. Meglio scegliere colorazioni più basic e puntare su sfumature luminose ma omogenee.

K.Brega - La Repubblica - dicembre 2012

BELLE SCULTURE CINESI DA... INDOSSARE


Durante la "China international fashion week" di Pechino lo stilista Xu Ming ha presentato alcuni abiti-scultura davvero originali: draghi, serpenti ed uccelli fantastici, tipici della tradizione cinese, in versione total white.

Bellissimi da ammirare, credo però siano indossabili soltanto da una principessa cinese durante un'importante occasione formale perchè, come potete vedere nel video, le modelle sembrano muoversi lentamente nella preoccupazione che parte dell'abito possa strapparsi.



E voi che ne pensate? Vi piacciono questi modelli e pensate che anche questa possa essere alta moda o preferite sempre il prêt-à-porter?

LOOK PER HALLOWEEN - STUDENTE DELLA SCUOLA DI MAGIA E STREGONERIA DI HOGWARTS


Qui in provincia di Torino, piove e c'è nebbia... il clima ideale per festeggiare Halloween! In questa atmosfera, ogni maschera sembrerà particolarmente realistica  :)

Eccovi allora qualche idea per realizzare un look facile, veloce, ma sicuramente originale per stupire gli amici.
L'ispirazione nasce dal mondo magico di Harry Potter e nella mia scena ho realizzato tre versioni diverse sullo stesso tema.

Il Mantello dell'Invisibilità col cappuccio è un elemento del look indispensabile: magari potete trovarne uno in fondo all'armadio di famiglia (le mantelle erano di moda negli anni '80) o provare a realizzarlo utilizzando una coperta di pile in tinta unita. Il rosso, il viola, ma anche il nero, mi sembrano i colori più adatti. Rende invisibile chi lo indossa e potrà aiutarvi a scomparire più velocemente se la festa si rivelerà un ''mortorio''  ;)

Sotto il mantello si intravvedono gli abiti da collegiale: gonna sopra il ginocchio o minigonna a pieghe, camicia bianca con cravattino, eventuali giacca e gilet, calzettoni sotto il ginocchio e mocassini ai piedi. I colori possono essere i classicissimi bianco, nero e grigio o si può osare con accostamenti un po' più eccentrici.
Anche i capelli possono essere raccolti da un semplice cerchietto o essere acconciati in modo meno scontato, ma comunque un paio di occhiali ''da intellettuale'' può aiutare a calarci nel personaggio: una studentessa della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.

Gli accessori sono infatti essenziali: vecchi libri su cui studiare le formule magiche; la Scopa Volante, mezzo di trasporto, ma anche strumento per il gioco del Quidditch; i gufi che sono fra gli animali che gli studenti della Scuola di Magia e Stregoneria possono portare con sé.
A questo proposito, vi segnalo, facendo una digressione, che il Daily Mirror ha denunciato l'abbandono di centinaia di gufi e civette in Gran Bretagna: acquistati come animali domestici dopo il successo dei libri e dei film di Harry Potter, sono stati poi liberati nei boschi dai proprietari. Rivelatisi incapaci di procacciarsi il cibo perchè cresciuti in cattività, alcuni sono morti ed altri, più fortunati, sono stati condotti in un centro di recupero rapaci. Un gufo, con un'apertura alare che può raggiungere i due metri di ampiezza, non può vivere in un appartamento o in un piccolo giardino. Speriamo che quest'assurda moda non arrivi mai qui in Italia.
Nel caso del nostro look da Scuola di Magia, un gufo di peluche sarà perfetto! 

Ovviamente si può arricchire il costume con tanti altri oggetti magici: eviterei di portare con sè un Drago o l'Armadio Svanitore per motivi di praticità  :D  ma tantissime sono le alternative: la MetroPolvere (attenzione ad usarla con parsimonia), una delle tante Bacchette Magiche o Pozioni, l'anello con incastonata la Pietra della Resurrezione o la Borsetta di Hermione (sui toni del viola, fatta a sacchetto): il sogno di ogni donna  :)  una borsa incantata per poter portare tutto il necessario e non dimenticare nulla prima di un viaggio!
Non mi resta che augurarvi Buona Festa di Halloween! E attenti che il Succo di Zucca, molto rinfrescante e apprezzato dai maghi di tutte le età, non vi dia alla testa!
 
E ora ditemi: festeggerete? Avete scelto quale costume indosserete? Vi piace quest'idea di mascherarvi da brava - o cattiva - studentessa della Scuola di Magia?

LA BELLEZZA DI UN'AMICIZIA AUTENTICA


Non voglio sapere quanti animali sono stati abbandonati anche quest'anno in un'estate che sta per terminare, quanti sono morti o rimasti feriti a causa dell'abbandono, quanti bambini hanno pianto pensando che fossero scappati e quanti incidenti stradali ne sono stati la conseguenza... perchè mi rattristerebbe troppo.
Voglio pensare invece che questi sfortunati abbiano trovato altri umani a cui riuscire a dare ancora fiducia e che questa non sia andata sprecata.

Mi dispiace però molto per quelle persone che hanno scelto di comportarsi in questo modo perchè hanno perso l'occasione di provare quella sensazione di pienezza che deriva dal prendersi cura di qualcuno per tutta la vita (la sua o la nostra) e dall'impegnarsi per tentare di renderlo felice.
E la sensazione di sollievo che consegue al non mettere più se stessi al primo posto e al non preoccuparsi tutto il tempo soltanto del proprio ego.
Questa esperienza può essere fatta soltanto quando un cucciolo, di uomo o di un'altra specie, si affida a noi completamente.
Peccato davvero, una preziosa occasione persa per molti di noi... che nessuna entusiasmante vacanza potrà mai sostituire.

PERCORSI DIVENTANO OPERE D'ARTE DIGITALI



Mountain bike, cartina stradale e telefono Gps. Sono questi tela e pennelli di un artista americano che, da un paio d'anni, percorre in lungo e in largo la sua città, Baltimora, tracciando percorsi e svolazzi che diventano opere d'arte digitali.  
Michael Wallace ha incominciato nel 2010, coniugando tecnologia e passione per il pedale. E da allora non si è più fermato. Si è messo a disegnare pupazzi, animali, dinosauri, oggetti di uso quotidiano. Con una fantasia senza limiti.


Le mappe di Google sono la sua tavoletta di cera. Le svolte, i parchi, gli incroci e i sensi unici, i pennini che la incidono. Poi, con l'applicazione My Google Tracks, Michael scarica i suoi scarabocchi su Internet e crea gallery fotografiche che sembrano illustrazioni per bambini, fumetti urbani, itinerari buffi che vien voglia di ripercorrere, seguendo gli schizzi o modificandoli a piacere.


Wallace non è certo il primo a trasformare cartine geografiche in opere d'arte: il termine «Position Art» circola ormai da qualche anno. 
A Londra, per esempio, c'è un artista - Paul Middlewick - che disegna animali sulle mappe della metropolitana
Qualche anno prima Antti Laitinen ha tracciato il suo autoritratto camminando con un telefono in pugno, dotato di satellitare. E il blogger Stavros ha lanciato nel 2008 il sito «The world is my canvas» («Il mondo è la mia tela»), dove ha tenuto traccia di quella da lui stesso definita «la più grande opera d'arte mai realizzata», passeggiando per le vie di Roma. 
Ma la fama di Michael Wallace, arrivata lo scorso novembre - quando il «portfolio» del 39enne è stato citato da «CoolSiteOfTheDay» - è letteralmente esplosa. Mettendo in ombra la sua attività di insegnante e consentendogli di vivere vendendo le riproduzioni dei suoi itinerari e con il contributo degli sponsor. Le foto delle sue creazioni stanno facendo il giro del mondo.


Per ogni disegno, una scheda descrive caratteristiche, problemi incontrati nel «tracciato», miglia coperte. 
Wallace impartisce consigli su come replicare le sue spedizioni, con tanto di check-list con la dotazione necessaria. E per i progetti principali si può seguire la pianificazione del percorso. Come per il «Continental Drift», che lo vedrà impegnato a riprodurre l'intero planisfero.

A.DeGregorio - Corriere della Sera - Maggio 2012


CHIOME DI FATA



Dopo i colpi di sole, ecco i colpi di bacchetta… magica!
Celesti, rosa, verdi e lilla.
Per un look da principessa delle fiabe.
C’erano una volta la fata turchina… e la cantante Avril Lavigne, la celebrity Kelly Osbourne e la it girl Audrey Kitching.


Ora le chiome tinta ‘’candita’’ le ritroviamo un po’ dappertutto: dalle harajuku girls di Tokio, alle blogger modaiole, alle modelle in passerella.
Stravaganti e di tendenza, sono ok 24 su 24, preferibilmente per le under 20 però.
Si ottengono colorando i capelli o usando piccole extension da indossare per una sera speciale.


Si possono applicare dal parrucchiere oppure anche a casa (per esempio quelle distribuite da Hairdreams).
Bibidibobidi… bù e voilà, il gioco è fatto!
Vi sentite abbastanza ''fatate'' da sperimentarle sui vostri capelli?

BUONA PASQUETTA!


Eccomi di ritorno! Mi dispiace molto di esser mancata per un po' di tempo (ed avervi fatto preoccupare), ma prima si è rotto improvvisamente il computer ed ho faticato a trovarne un altro di seconda mano ad un prezzo ragionevole e poi dovendomi trasferire, sono stata un periodo senza internet.

Mi siete mancati cari lettori e nonostante io sia appena all'inizio del trasloco e stia trasferendo anche la mia sede lavorativa, spero di riuscire di nuovo ad aggiornare il blog regolarmente!

Intanto ho preparato questa scena (cliccate per ingrandire) per farvi i miei Auguri di Buona Pasquetta!
Spero che il tempo lì da voi sia clemente come qui nel torinese.
Felice scampagnata!!!
(sempre che ieri non abbiate fatto indigestione di cioccolato :)
A presto!

BURBERRY - IL TRENCH DEGLI AVVENTURIERI E DELLE STAR DI HOLLYWOOD

E' inverno. Sta piovendo. Avete bisogno di un buon impermeabile. Un Burberry potrebbe fare al caso vostro. Sto parlando dell'etichetta inglese per l'abbigliamento impermeabile.
Oggi Burberry è un'azienda di moda famosa in tutto il mondo con negozi in tutte le più grandi città.
Nel 1855 era solo un'idea nella testa di un commesso: Thomas Burberry.
Thomas Burberry aprì il suo primo negozio a Basingstoke nel 1856. Si specializzò in abbigliamento sportivo. Poi inventò il gabardine, una stoffa impermeabile. La fama di Burberry crebbe. Ed egli aprì il suo primo negozio a Londra, a Haymarket, nel 1891.

In che modo il Burberry di Londra divenne così famoso? L'azienda fornì l'abbigliamento ad avventurieri quali Roald Amundsen, il primo uomo a raggiungere il Polo Sud (1911) e Ernest Shackleton che attraversò l'Antartico nel 1914.
La Burberry è famosa soprattutto per i trench. Questi furono disegnati per gli ufficiali dell'armata inglese durante la prima guerra mondiale. Il nome si ispira alle trincee di quella terribile guerra. Il trench diventò poi un'icona hollywoodiana. Humphrey Bogart ne indossò uno in ''Casablanca'' e Audrey Hepburn in ''Colazione da Tiffany''.

L'etichetta perse il suo glamour durante gli anni '90. Gli hooligans adottarono l'impermeabile come una divisa. La polizia chiamò la campagna contro i comportamenti anti-sociali ''Operazione Burberry''.
Come Burberry salvò la sua immagine? Il primo cambiamento arrivò con l'assunzione di un nuovo amministratore delegato nel 1997: Rose Marie Bravo. Bravo puntò sull'alta moda. Le campagne pubblicitarie ebbero come protagoniste top model e celebrities come Kate Moss e Emma Watson. Burberry assunse anche nuovi designer come Christopher Bailey.
Oggi la Burberry possiede negozi in più di 70 Paesi. I suoi prodotti sono costosi ed esclusivi. Le proposte includono abbigliamento maschile e femminile, borse, scarpe e profumi. Una borsetta può arrivare a costare 15 mila euro e una sciarpa 350 euro.

La Burberry si è presto adattata all'era digitale in cui viviamo. Il suo catalogo prodotti è disponibile in tutto il mondo attraverso i suoi negozi on line. Vi sono 2 milioni di followers su Facebook. Vi è anche un sito speciale dedicato al trench: artofthetrench.com, dove gli utenti possono personalizzare il loro trench.

Nel 2006 la Burberry annunciò la chiusura della fabbrica in South Wales. Nuove fabbriche aprirono a Hong Kong e in Cina. Questa decisione fu impopolare. Le proteste arrivarono da politici locali, celebrities come Tom Jones ed anche dal Principe Carlo. La richiesta fu di mantenere l'azienda in Gran Bretagna. Le proteste diventarono un movimento globale attraverso internet. Ma la fabbrica chiuse comunque nel marzo del 2007.

Sempre nel 2006 l'organizzazione per i diritti degli animali, Peta, iniziò una campagna internazionale contro Burberry. La protesta fu contro l'utilizzo di pelliccia nella produzione delle linee di abbigliamento Burberry. La campagna incluse numerose manifestazioni durante i fashion show e di fronte ai punti vendita e la creazione di un sito internet dedicato: bloodyburberry.com. La campagna è sempre attiva.

E voi, avete un Burberry? O avete mai pensato di acquistarne uno? Oppure avete acquistato un capo di abbigliamento di un'altra marca che ne riprendesse la linea? O invece proprio non vi è mai piaciuto?

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